Detective del Tempo



-In Memoria di chi ha perso.

Mi sembra doveroso scrivere un articolo di ringraziamento.

Ringraziamento nei confronti di chi ci ha preceduto nel tempo, nelle diverse epoche storiche che si sono succedute. Parlo di persone, uomini e donne, gente comune come noi, che ha  contribuito a fare la storia del nostro paese. Non mi riferisco dunque a tutti gli eroi, i cui nomi sono impressi nelle lapidi e nella memoria di molti (anche se troppo spesso ci dimentichiamo anche di loro). Bensì questa volta mi riferisco alla gente comune, autrice anch’essa di grandi azioni e sacrifici.

I-Detective-del-Tempo

Penso sia il minimo, da parte di tutti noi, ringraziare tutti coloro che, negli anni, hanno seminato monete, medagliette, cimeli, armi e gioielli nel terreno a testimonianza del loro passaggio, quasi a riprova della loro esistenza, spesso magari umile, troppo spesso dimenticata. Dimenticati come ciò che hanno lasciato cadere, perso o gettato.

Molto spesso non ci facciamo neanche caso, non ci pensiamo nemmeno. Eppure è bene sapere che chi quell’oggetto, chissà quanto tempo prima, ha lasciato cadere, perso o gettato, molto probabilmente oggi non è più tra noi. Eppure è proprio grazie a queste persone che oggi noi cercatori effettuiamo con gioia i nostri ritrovamenti.



Non smetterò mai di dirlo, provo ogni volta un’emozione indescrivibile nel veder “riaffiorare” quell’oggetto dal terreno, del quale nessuno aveva più memoria. Dimenticato dal tempo, risucchiato dalla terra. Eppure quell’oggetto non nasce nel momento del ritrovamento,  ha un suo passato tutto suo ed un suo ultimo proprietario, una sua storia insomma.

Diventiamo così detective del tempo, capaci di rievocare una memoria sepolta e addormentata.

L’oggetto rinvenuto, diventa dunque, un filo invisibile che collega il cercatore a chi quell’oggetto l’ha perso. Una sorta di connessione spazio temporale. Forse questo concetto è più facile da vivere che da spiegare.

La maggior parte delle volte è difficilissimo, se non impossibile, riuscire ad avere un quadro generale, sapere quando, come, perché e soprattutto da chi sia stato perso qell’oggetto. Affascinante invece è farsi una personale opinione sulla storia che c’è dietro. D’altronde per avere a cuore quest’hobby un po’ sognatori bisogna esserlo per forza.

Uno dei ruoli principali in questa vicenda lo gioca il terreno che diventa quindi, una sorta di banca del tempo, custode al suo interno, di milioni di segreti.

Terreno presente anche sotto le nostre case, in città. Mi capita spesso di pensare ai milioni di oggetti, presenti sotto i nostri piedi, sepolti sotto tonnellate di asfalto e cemento, che ancora non sono stati rinvenuti. Che tristezza pensare che non vedranno la luce, almeno per il momento. Ma chissà un domani…

Sono sicuro, infine, che ciò che sia stato trovato sia solo una minima parte di quello che realmente ancora c’è e che potrebbe essere nascosto proprio sotto di noi o magari, come spesso accade, nel posto più impensabile.

In bocca all’oro, buone spazzolate a tutti.