Il Tesoro di Lima



Le Leggende dei Tesori Ancora da Scovare – Episodio 1 : Il Tesoro di Lima.

Nell’ultimo articolo vi ho parlato dei tesori scovati, di tutte quelle ricchezze che hanno rivisto la luce dopo secoli di buio. Ora invece voglio parlarvi di un qualcosa di ancor più affascinante.

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Isola del cocco “Cocos Island”.

Non mi riferisco alla trama fantascientifica del più classico degli Indiana Jones, ma di veri e propri tesori, nascosti chissà dove. E quando uso il termine “tesoro” non parlo di monetine, oggetti ornamentali e piccoli cimeli, bensì di vere e proprie fortune. Si, avete capito bene, parlo di oro, gioielli, monete, diamanti, pietre preziose, reliquie e opere d’arte dal valore di milioni e milioni di dollari, mica bruscolini.

Diciamoci la verità, siamo tra amici. Chi di noi non ha mai sognato di scovarlo questo benedetto (o spesso maledetto) “tesoro”. Se amate dunque l’avventura, non potrete che essere attratti e affascinati dalle storie di questi “tesori perduti” che chissà dove e chissà da quanto tempo, aspettano solo di essere scoperti.

In questo articolo voglio parlarvi del TESORO DI LIMA.

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Torniamo indietro nel tempo. Correva l’anno 1820, siamo in Sud America, più precisamente in Perù. Il territorio all’epoca era governato ed amministrato dagli Spagnoli, sotto il loro controllo già da parecchi secoli. Il momento però, non era dei migliori. I popoli sud americani iniziarono così a ribellarsi dando vita dapprima a rivolte e proteste, successivamente a vere e proprie guerre di indipendenza. La situazione in quell’anno era critica e si aggravava giorno dopo giorno. L’esercito cileno era ormai alle porte della città Peruviana. Gli spagnoli erano alle corde, la sconfitta era praticamente certa. Come misura preventiva, quindi, gli Spagnoli decisero di trasportare tutte le ricchezze in un posto sicuro, fu scelta come destinazione Città del Messico.



Partì così una spedizione, l’enorme tesoro, del valore complessivo di circa 160 milioni di dollari, fu affidato alle mani dell’esperto capitano William Thompson e caricato sul brigantino inglese Mary Dear. Il capitano non seppe resistere alla grande tentazione rappresentata dal suo carico. D’accordo con l’equipaggio sgozzò tutti i soldati spagnoli a guardia del tesoro, stessa fine toccò anche al sacerdote presente a bordo. Successivamente gettò i loro corpi nell’Oceano. La barca quindi deviò il suo percorso e fece rotta sull’Isola del cocco “Cocos Island” a largo dell’attuale Costa Rica. Su quest’isola seppellirono dunque l’intero bottino. Tutti d’accordo decisero di tornare a prenderlo in un secondo momento, quando la situazione si sarebbe calmata.

Vennero però intercettati sulla strada del ritorno dagli spagnoli che giustiziarono l’intero equipaggio, tutti meno il capitano Thompson e un altro membro a patto che rivelassero dove fosse sepolto il tesoro. Thompson e il compagno accettarono il compromesso (non che avessero altra scelta, voglio dire). Una volta approdati sull’isola, però, anziché rivelare la posizione dell’enorme fortuna rubata, i due riuscirono a fuggire, il suo compagno morì pochi mesi dopo. Thompson invece, tornò a fare il marinaio. Non si sa però se il capitano divenuto pirata, sia successivamente riuscito a tornare sull’isola per accaparrarsi il bottino, si sa invece, che in punto di morte rivelò ad un amico la posizione del tesoro. L’amico era il navigatore olandese John Keating che successivamente organizzò ben tre spedizioni, durante le quali trovò però solo modeste quantità d’oro. Anche Keating in punto di morte rivelò la posizione ad un altro uomo, così le informazioni si tramandarono per parecchio tempo, da amico in amico, quasi sempre in punto di morte. Fino a quando, diversi anni dopo, alcuni cercatori Belgi non trovarono all’interno di una grotta sull’isola, una statua della Vergine Maria, alta 60 centimetri e completamente scolpita nell’oro, un bel bottino!

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Anche la Nasa, recentemente, ha lanciato un satellite nello spazio per scrutare i segreti di quest’isola. Il satellite, grazie alla sua potente tecnologia, ha rivelato che sulla stessa ci sarebbero ben 3 giacimenti di oro, due sulla terraferma e uno in mare. Altri documenti attesterebbero la presenza, sulla stessa isola, di altri due tesori, nascosti da pirati vissuti tra il 1600 e il 1800. Insomma quest’isola, data la posizione, era una meta molto gettonata per i pirati, che nell’arco dei secoli, l’hanno trasformata in un vero e proprio parcheggio per forzieri. Un’isola unica al mondo, ricca di storia e di segreti, più volte esplorata e setacciata palmo a palmo, da esploratori di epoche passate e cercatori moderni. Nonostante ciò questo posto è ancora tutto da scoprire e sono sicuro che le sorprese non sono ancora finite.

Al prossimo episodio.

In bocca all’oro.