Paesi Fantasma Italiani



Paesi Fantasma Italiani: ecco quali sono i paesi presenti in Italia che, per un motivo o per un altro, sono attualmente disabitati. Chi utilizza il metal detector è sempre a caccia di nuovi luoghi dove poter spazzolare. Per alcuni può sembrare semplice trovare un buon posto, per altri invece la ricerca avviene solo dopo lo studio della zona, attraverso libri, siti web e parlando con gli anziani del luogo.

Oggi vi presento alcuni dei paesi fantasma presenti in Italia. Prima però ci tengo a fare una premessa: non possiedo le mappe degli eventuali vincoli dei luoghi che vi elencherò, pertanto prendete quanto leggerete come uno spunto.

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Se avete voglia di visitare uno di questi luoghi con il vostro caro e amato metal detector informatevi se nella zona vi dovessero essere dei vincoli archeologici o dei divieti di altro tipo. Inoltre calcolate che alcune di queste aree sono state abbandonate proprio perchè presenti dei pericoli. Quindi informatevi per bene anche su questo, prima di qualsiasi gita fuori porta.

In Italia ci sono centinaia di paesi, soprattutto piccole frazioni di Comuni, completamente disabitati. A svuotarli sono stati per lo più catastrofi naturali come frane o terremoti, che mettevano a rischio gli abitanti. In alcuni casi però, questi paesi sono scomparsi per scelte edilizie sbagliate o per la costruzione di grandi opere.

Iniziamo con la lista dei paesi fantasma da visitare con Craco, provincia di Matera. Il paese è stato abbandonato per mettere in sicurezza i propri abitanti. Oggi il paese di Craco, comune della Basilicata, conta oltre 700 abitanti: solo che non stanno più proprio a Craco, ma a Craco Peschiera. Nel 1963, infatti, in pochi giorni i 1800 abitanti del centro furono spostati in una località più a valle: motivo, un pericolo di frana, forse dovuto alla realizzazione di una fognatura che non tenne conto della situazione geologica. Oggi la Craco vecchia è usata dal cinema: per esempio, fu girato qui parte del film “Cristo si è fermato a Eboli”, del 1979.

Roscigno Vecchio, in provincia di Salerno, in Campania. Il paese fantasma fu evacuato per ordine di 2 leggi del Genio civile nel 1902 e nel 1908, per rischio frane. Il nome del paese significa usignolo.

Il nucleo antico di Pentedattilo, in provincia di Reggio Calabria, è completamente disabitato. I residenti cominciarono a migrare dopo un terremoto nel 1783. Le rocce su cui sorgeva ricordavano le 5 dita di una mano.



Ingurtosu, frazione di Arbus è situata nella provincia di Medio Campidano, Sardegna. Durante la seconda guerra mondiale, la frazione di Ingurtosu subì l’inizio dello spopolamento dovuto all’abbandono delle miniere di zinco, piombo e argento del Filone di Montevecchio. Nel 1968, la chiusura delle miniere decretò l’abbandono dell’abitato: così piano piano scomparvero tutte le strutture costruite per creare un villaggio ai minatori, come una chiesa, uno spaccio di vestiti e alimentari, un cimitero ed un ospedale. Oggi l’area è stata in parte ristrutturata e trasformata in un museo sulla vita dei minatori.

Balestrino, altro paese fantasma in provincia di Savona, in Liguria: la parte vecchia fu evacuata nel 1963 per un pericolo di frana. Romagnano al Monte, provincia di Salerno: il paese vecchio fu abbandonato dopo il terremoto del 1980.

Fabbriche di Careggine, in provincia di Lucca. Nel 1947 la società Valdarno, oggi Enel, decise di costruire un bacino idroelettrico sbarrando il corso del torrente Edron nel Comune di Vagli. Un anno dopo, al termine dei lavori, iniziò l’allagamento della zona: le acque, salite di 92 metri, sommersero così il paesino di Fabbriche di Careggine, cancellandolo. Dal fondo dei 34 milioni di metri cubici d’acqua del lago artificiale, Fabbriche, che ospitava una colonia di fabbri, riemerge ogni 10 anni circa per i lavori di manutenzione degli impianti, quando l’invaso viene completamente svuotato.

Bussana, frazione di Sanremo, in provincia di Imperia: nel 1887 un terremoto distrusse parte di Bussana e negli anni ’50 vi si stabilì un gruppo di artisti, restaurando le case rimaste. Oggi è abitato da pittori e scultori. Consonno, in provincia di Lecco, in Lombardia: le case furono distrutte per costruire un centro commerciale poi fallito.

Le città fantasma citate sono solo alcune di quelle esistenti in Italia. Il loro numero è in realtà molto elevato e non esiste nemmeno un dato ufficiale. A volte le città fantasma sono rappresentate da interi Comuni, altre volte solo da frazioni. La loro presenza inoltre è segnalata alle Regioni solo se gli edifici sono pericolanti. La maggior parte delle città sono senza residenti, ma alcuni luoghi stanno rinascendo grazie al turismo o all’iniziativa di un gruppo di artisti.

Ricordo a tutti coloro che hanno intenzione di effettuare ricerche con il metal detector che, qualora l’area che intendete visitare non sia protetta da alcun vincolo, dovrete consegnare alle autorità, cioè presso la più vicina sede della Soprintendenza, qualsiasi oggetto ritrovato che sia di tipo archeologico o che abbia più di 50 anni e che possa avere un’importanza storica rispetto al contesto in cui è stato ritrovato.