Punzoni Argento Inglesi, Francesi, Tedeschi e Italiani



Abbiamo già parlato del sistema punzonale, della marcatura dell’argento e delle unità ponderali in un apposito articolo dedicato ai punzoni d’argento. In quest’ulteriore guida approfondiremo l’argomento concentrandoci sulle varie punzonature utilizzate dagli altri Paesi ma includendo ancora una volta anche la nostra bellissima Italia.

 

Punzoni Argento Inglese

Quello in Inghilterra è il sistema punzonale più antico e si hanno tracce a partire dal 1238. Nel Trecento fu adottato il primo punzone territoriale rappresentante la testa di leopardo vista di fronte(1). Il leone passante(2), invece, indicava lo standard del titolo di lega a 925/1000. Nel 1336 fu introdotto l’obbligo di apporre il punzone della bottega produttrice e nel 1379 fu adottato il punzone del saggiatore. Con il tempo le altre città inglesi adottarono punzoni territoriali differenti. Edimburgo nel 1682 adottò il punzone rappresentante il famoso castello(3). Exeter adottò il suo punzone(4) nel 1690.

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Nel 1544 venne introdotto il punzone che indicava la lettera di datazione rappresentata dalla serie alfabetica a carattere gotici.

Ecco alcuni marchi dei maggiori argentieri inglesi dei secoli XVIIIe XIX. Paul de Lanerie e Paul Storr (5).

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Punzoni Argento Francese

Più complesso era il sistema punzonale francese. Nel periodo rinascimentale gli argenti portavano il marchio territoriale e di titolo accoppiati, ma non sempre, a quello della bottega di fabbricazione. Cosa molto interessante fu la tassazione fissa sulle opere di oreficeria a partire dal 1672. Tale sistema comportò un sistema a doppia punzonatura. I due marchi denominati charge e décharge(6) per attestare che erano stati effettuati i saggi di purezza ed era stata pagata la l’imposta di fabbricazione. In seguito anche la città di Parigi adottò il proprio marchio territoriale nel 1722 -1723(7) che cambiò nel 1777 – 1778(8).

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Punzoni Argento Tedeschi

Come già accennato precedentemente in Germania era in uso il sistema bipunzonale nel quale erano accostati il punzone territoriale(9) a quello di titolo. Nel XVI secolo si regolamentò ulteriormente il sistema introducendo i segni distintivi delle principali città tedesche come la N di Norimberga(10). Berlino nella prima metà del XVIII adottò il proprio marchio(11) che cambiò nel secolo XIX(12).

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Elenco Punzoni Argentieri Italiani

Molto più complessa era la situazione sul territorio italiano dove non c’era un sistema punzonale unitario. A Genova fu adottato il marchio della torretta(13). Savona introdusse fino al 1528 la scritta “Saona”. Il marchio di Lucca(14) fu in vigore dalla fine del secolo XVI. Durante il regno di Maria Giovanna di Savoia, nel 1678 fu introdotto il marchio del saggiatore(15) identificato come quello del titolo le cui iniziali accompagnavano lo scudo dei Savoia sovrastato da corona e il marchio del maestro. Il punzone di Venezia(16) era rappresentato dal leone di san Marco visto di fronte e con le ali spiegate. Nello Stato Pontificio a partire dal 1608 apparve il marchio con le chiavi incrociate(17).

Nel Regno di Sardegna furono adottati due marchi indicati il titolo: la croce dei santi Maurizio e Lazzaro(18) sormontata da corona per indicare il titolo 800/1000 e l’aquila sabauda per quello 925/1000(19). Il bollo territoriale di Napoli nel secolo XVIII era costituito dalla sigla NAP(20). Questo contrassegno era accompagnato dai punzoni era accompagnato dai marchi dei Consoli della Corporazione di Mestiere per il controllo del titolo e dai marchi di bottega. Solo in seguito con gli editti del 1809 e 1832 il sistema punzonale fu ridotto ad uno solo raffigurante la testa della sirena Partenope(21).

Sul territorio siciliano abbiamo tracce solo dei punzoni territoriali delle città di Palermo, Messina, Catania, Siracusa e Trapani.

Con la costituzione del Regno Sabaudo decadde l’obbligo agli orafi di apporre i punzoni sulle loro opere.

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