Punzoni Argento



Fino alla metà dell’Ottocento l’argento era considerato come patrimonio privato e come metallo di scorta da impegnare o fondere ogniqualvolta si presentasse un’emergenza economica. Metallo essenziale della monetazione prima che venisse adottata la carta moneta.

L’argento si trova quasi sempre in formazioni rocciose mescolato con altri metalli. Quindi una volta raffinato, assume la caratteristica luminosa con alto potere riflettente. Essendo molto duttile e malleabile, ma più duro dell’oro e più tenero del rame, l’argento non può essere lavorato allo stato puro per produrre oggetti. Le civiltà preelleniche e romane conoscevano i procedimenti per separare l’argento dagli altri minerali e le tecniche per preparare leghe con altri metalli come l’oro e il rame.

 

Unità ponderali e titoli

La percentuale di argento contenuta in un oggetto è detta “titolo”, quella più conosciuta è quella con un titolo di 800 che sta ad indicare che a 800 parti di argento sono state aggiunte 200 parti di rame o di metallo non nobile. Nei paesi dell’america latina l’unita ponderale è divisa in 12 denari e il denaro in 24 grani, cioè un argento con un titolo di 11 denari presenta 916,6 parti di metallo nobile su 1000. Nei paesi germanici l’unità è divisa in 16 löthige e il löth in 18 grani. In Gran Bretagna e in Irlanda l’unità corrisponde a 12 once. I titoli adottati in Inghilterra sono solo due: lo Sterling Standard pari a 925/1000 e il Britannia Standard pari a 958,3/1000.



 

Contrassegni e marchi: sistema punzonale e marcatura argento

Nel secolo XIV, si sentì il bisogno di catalogare e documentare i manufatti di argento al fine di limitare le frodi e offrire una garanzia sul tipo di lega adottato. Si iniziò quindi a marchiare l’argento con l’utilizzo di un “punzone” un asta metallica alla cui estremità era riprodotto un simbolo metallico. Il marchio era impresso nella lega metallica mediante un colpo di martello. Un sistema punzonale molto in uso era quello costituito da due marchi. Il primo territoriale che corrispondeva alla località di provenienza ed un secondo detto di titolo che certificava la percentuale di metallo puro presente nella lega. Veniva a volte impresso un terzo punzone detto di bottega, per identificare il produttore del manufatto.

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Punzoni di titolo germanici dove i numeri 12 e 14 corrispondono ai gradi di bontà in löthige. In questo tipo di punzone è raffigurato anche il marchio territoriale.

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